23Giugno2017

21/10 FRAGILITA’ E DOLORE NEL CONTESTO GIUBILARE DELLA MISERICORDIA il comunicato

COMUNICATO STAMPA

L’AMCI DEDICA UNA GIORNATA DI RIFLESSIONE SU “FRAGILITA’ E DOLORE NEL CONTESTO GIUBILARE DELLA MISERICORDIA”
IL CONGRESSO SI TERRÀ IN ROMA IL 21 OTTOBRE 2016 (DALLE ORE 14.00 ALLE 18.30) PRESSO LA PONTIFICIA UNIVERSITÀ URBANIANA

Dolore, non un semplice sintomo, ma una vera e propria patologia tra le più diffuse a livello mondiale, ma anche tra quelle meno diagnosticate e trattate. Il dolore acuto e cronico è un’esperienza che in Europa condiziona la vita di un adulto su 5, con un costo stimato di almeno 40 miliardi di euro in termini di giornate di lavoro perdute. In Italia, sono almeno 15 milioni la persone (uomini e donne paritariamente) che patiscono per dolori cronicizzati nel tempo: un italiano su 4.

Il problema è, purtroppo, universale: l’80% della popolazione mondiale non ha accesso ad un adeguato trattamento del dolore.
Nonostante questa “universalità” del tema, pochi se ne interessano, gli stessi medici hanno difficoltà a comunicare e trattare adeguatamente, molti conoscono i particolari della legge 38/2010 e trovano difficoltà burocratiche e di impostazione di studio (specie i meno giovani) essendo carente l’ordinamento della facoltà medica di un insegnamento dedicato. Vi sono ricerche che dimostrano come il dolore mal curato diventi più intenso, più esteso, più difficilmente controllabile. Ma soprattutto è eticamente inaccettabile e senza alcuna utilità lasciare che il paziente soffra senza cercare di trattare il dolore con i mezzi di cui disponiamo. Né va sottovalutato il rischio cui il dolore persistente espone anche l’equilibrio psichico del sofferente, possibile porta aperta ad atti inconsulti contro se stesso e gli altri.

Nella sua lettera apostolica Salvifici doloris”, Giovanni Paolo II ci ha lasciato un messaggio meraviglioso nel quale si riconosce, alla base, la propria sensibilità umana e spirituale, la dolorosa esperienza personale.

Togliere o ridurre il dolore “divinum est”! Indispensabile certamente per ridurre “l’oppressione della mente e dello spirito che esso comporta”.
Ma – dice il prof. Filippo Boscia, presidente AMCI, che ha indetto il congresso: “E’ doveroso alleviare il dolore, sempre”
Il convegno, che vuole, tra l’altro, al di là di ogni possibile barriera culturale, promuovere il primo report italiano ed europeo sul rilevante tema e progetto, in area dolore, la persona è centrale nel processo di cura, vuole anche riaffermare che:

  • doveroso è il controllo del dolore;
  • doveroso è il sollievo della sofferenza
  • doveroso riaffermare il principio del “diritto di non soffrire”.

Notevole è l’impegno della Medicina, della Chiesa Cattolica, dei Pontifici Consigli, della CEI, dell’AMCI nell’affrontare tutte le problematiche ancora irrisolte.
L’impegno non è più rinviabile, occorre colmare il gap ancora esistente per la completa applicazione della Legge 38/2010.

 

  • Occorre coinvolgere quella minoranza di operatori sanitari non ancora adeguatamente coinvolti nella gestione del paziente con dolore cronico o oncologico.
  • Fare voti perché l’attenzione alla problematica del “dolore cronico inutile” sia alta!
  • Rispettare il diritto di tutti ad aver accesso ad ogni più efficace terapia per una migliore qualità di vita rimuovendo il dolore “inutile”.
  • Ricordare a tutti l’obbligo della proporzionalità terapeutica: è necessario dare sollievo alla sofferenza e al dolore.
  • Ricordare a tutti che la sedazione terminale “non provoca la morte” ma ha l’esclusivo fine di controllare il dolore e la sofferenza.

 

Il Prof. Filippo M. Boscia, presidente AMCI, riafferma che “occorre colmare vuoti assistenziali ovunque, nella medicina di famiglia, nei centri assistenziali HUB & SPOKE, pubblici e privati”.
L’AMCI intende affrontare tutti i nodi problematici irrisolti nella gestione del paziente che soffre scegliendo di porsi al suo capezzale.
ALLEVIARE IL DOLORE OGGI E’ LA PRIMARIA VERA EMERGENZA DA RISOLVERE.

Di cosa parliamo?

  • dolore acuto: limitato nel tempo e nello spazio (regione del corpo), da causa nota o sospetta. Importante la sua presenza prima che si giunga a diagnosi per la quale detto sintomo può rappresentare elemento idenfificativo.
  • dolore cronico: convenzionalmente lo si fissa con durata da almeno 3 mesi; indipendente dalla patologia in atto, non orientato a finalità specifica, quindi, a giudizio del medico, "inutile" e concreta una malattia a se stante.

I Farmaci:
Non oppiodi, antinfiammatori e non steroidei;
Oppioidi vanno prescritti dal medico del quale bisogna osservare alla lettera, le raccomandazioni. La loro utilizzazione è disciplinata da apposita legge che ne favorisce, in modi e circostanze opportuni, l'impiego.La cosiddetta sedazione terminale, se condotta secondo regole, non affretta l'exitus.
L'OMS suggerisce una scala di approccio con farmaci non oppiodi (dolori lievi), oppioidi minori con o senza non oppioidi (dolere lieve-moderato), oppioidi maggiori eventualmente abbinati a non oppioidi (dolore moderato-severo)