21Agosto2017

Biotestamento, medici cattolici: ‘rispetto vita umana principio laico’

 

 

 

 

‘Parlamento lo tenga nella massima considerazione’

Nell’imminenza della ripresa dei lavori parlamentari sul cosiddetto biotestamento e in vista di una sua approvazione definitiva, i medici cattolici italiani esprimono viva preoccupazione considerato che il testo in esame presenta ineludibili dubbi e difficoltà sul piano etico ma anche sociale e politico, per non dire su quello deontologico”.

Ad affermarlo, in una nota, è il prof. Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani, il quale aggiunge:

“Con la proposta di legge in questione, sembra soprattutto appannarsi un cardine fondamentale della nostra civiltà e della nostra democrazia: il principio dell’indisponibilità della vita umana, che è e rimane inviolabile ed intangibile. Se una legge dello Stato sancisse che la vita umana è un bene disponibile a livello individuale attraverso l’autodeterminazione personale, chi potrebbe impedire poi allo Stato stesso di negare forme di assistenza e di solidarietà per gli anziani e i malati gravi, i disabili, i malati di mente, i morenti e così di fatto favorire atti di abbandono e in definitiva disporre della vita altrui? Lo Stato, che dovrebbe tutelare la vita, è perciò quello che più di ogni altro l’abbandona”.

Se è vero che la libertà e l’autonomia della persona sono valori irriducibili e fondamentali, è pur vero che esse vanno coniugate con la promozione del bene della vita e della salute dell’ammalato, a cui il medico non può mai venir meno - sottolinea il prof. Boscia - E la stessa alimentazione ed idratazione artificiale è cura ordinaria perchè diventa sostegno vitale e fa parte del prendersi cura della persona fragile ed ammalata, di cui certamente lo Stato, il medico, la famiglia sono tenuti a farsi carico. Così com’è improponibile che una legge sul fine vita non contempli l’obiezione di coscienza, diritto di rango costituzionale, riconosciuto del resto dal legislatore in altre leggi ed espressione alta della manifestazione pubblica della libertà morale e civile del medico”.

Pertanto, i medici cattolici italiani rivolgono un accorato appello alla classe politica e ai parlamentari, affinchè lo Stato democratico, laico e aconfessionale, rafforzandosi su valori e principi condivisi che caratterizzano una comunità civile e sociale quali la libertà, la solidarietà e la pace, tenga in massima considerazione il più laico e il più grande tra essi: il rispetto della vita umana”, conclude la nota.