11Dicembre2017

Amci Torino: don Paolo Merlo nominato Preside Facoltà Teologica Salesiana

La Sezione Amci di Torino comunica con gioia a tutti i soci ed amici che il nostro Assistente Ecclesiastico don Paolo Merlo è stato nominato per il prossimo triennio Preside della Sezione Torinese della Facoltà Teologica Salesiana.

In questa Sede don Paolo è professore di Teologia Morale.

Tutta l'Associazione Medici Cattolici porge a don Paolo gli auguri più belli per questa nomina, promettendogli di accompagnarlo con la preghiera in questo delicato e impegnativo incarico.

Cannabis, medici cattolici: legalizzazione grave pericolo per sanità pubblica

Sono ormai molte le evidenze scientifiche provenienti dalle varie discipline e specialità mediche (tossicologia, neuroscienze, psichiatria, pediatria, ecc) che concordano e lanciano l’allarme delle dimostrate conseguenze disastrose che la legalizzazione della cannabis comporterebbe in relazione alle future condizioni di salute della popolazione soprattutto giovanile. Alla luce dell’esperienza statunitense e delle conseguenze sulla sanità pubblica che sono state ad oggi scientificamente documentate, in termini di aumento delle intossicazioni acute con ricorso alle unità di emergenza, degli incidenti stradali e sui posti di lavoro, della maggior incidenza di patologie psichiatriche nei giovani e delle possibili conseguenze sia sul corretto e fisiologico sviluppo fetale che sulla maturazione cerebrale degli adolescenti, l’Amci ritiene doveroso sottolineare la pericolosità dal punto di vista medico che una scelta come la legalizzazione o ancor peggio liberalizzazione, comporterebbe”.

Ad affermarlo, è il prof. Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani.

Il problema del controllo del traffico e del consumo di cannabis, come per tutte le altre sostanze stupefacenti, è sicuramente complesso ma non può essere risolto con soluzioni che incrementino e legittimino il consumo sociale di cannabis rendendolo cosi ‘normalizzato’ agli occhi e alla percezione soprattutto delle giovani generazioni. Il prezzo da pagare in termini di salute mentale e fisica è inaccettabile oltre che insostenibile anche per gli alti costi sociali e sanitari che genererebbe”, aggiunge il presidente Boscia.

In riferimento all’uso medico dei prodotti a base di delta 9 THC (il principio attivo della cannabis), riteniamo che, senza alcun pregiudizio verso qualsiasi sostanza che possa alleviare la sofferenza delle persone malate, vi sia però la necessità di consigliare ai medici estrema prudenza nell’utilizzo di tali preparati e che vi sia la necessità di ulteriori studi scientifici in grado di provare la sicurezza e la reale efficacia di tali farmaci, ad oggi scarsamente dimostrata”, si legge ancora nella nota.

Sulla coltivazione domestica della cannabis per uso sia ricreativo che medico, l’Amci non può che dissentire profondamente perché tale scelta è contraria ad ogni basilare principio di correttezza professionale e scientificità dell’utilizzo di terapie mediche a base di sostanze psicoattive che non possono essere lasciate alla diretta gestione del paziente sia per la fase di produzione, di autoprescrizione e di somministrazione senza alcun controllo medico relativo all’appropriatezza del trattamento, agli eventuali misusi ed agli effetti collaterali che spesso si presentano”, sottolinea.

Nell’augurarci che prevalga il buon senso e soprattutto venga valorizzato un approccio scientifico anche all’interno delle aule del Parlamento, la nostra associazione vuole portare il proprio contributo per un dibattito sereno ma altrettanto scientificamente rigoroso per il bene e il vero interesse di tutte le persone malate oltre che per il futuro delle giovani generazioni”, conclude la nota.

Cei, gli auguri dei medici cattolici a card. Bassetti

 

 

 

L'Associazione Medici Cattolici Italiani desidera esprimere gioia e gratitudine al Signore e a Papa Francesco per averle conferito il delicato e gravoso incarico di presiedere la Cei. Con la sua ben nota sensibilita’ verso i problemi dell'uomo contemporaneo, ella potra’ imprimere alla Cei un ulteriore impulso alla ricerca di forme di presenza sempre piu’ incisive e valide della Chiesa nella societa’, nella famiglia, tra i giovani, nei confronti delle marginalita’. Nell’augurarle un buon e proficuo lavoro, ponendoci al suo servizio, le assicuriamo il nostro costante sostegno nella preghiera”.

E’ quanto scrive il prof. Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dell’associazione medici cattolici, in un messaggio di auguri indirizzato al nuovo presidente della Conferenza Episcopale Italiana, card. Gualtiero Bassetti.

 

 

 

De Donatis, gli auguri dei medici cattolici e card. Menichelli

 

 

 

L’Associazione Medici Cattolici Italiani esprime gioia piena per la sua nomina a vicario generale per la diocesi di Roma. Conosciamo e apprezziamo il suo carisma e la sua inclinazione a tessere nella comunita’ rapporti di comunione tra clero e popolo di Dio. La sua umilta’, il suo attento ascolto e la sua particolare attenzione verso le fragilita’ e le marginalita’ che intersecano anche difficolta’ e contraddizioni della Citta’ di Roma, sono qualita’ eccelse per promuovere il buon governo della missione a lei affidata. L’Amci Nazionale e l’Amci della diocesi di Roma assicurano costante preghiera e particolare e affettuosa vicinanza”.

E’ quanto scrivono il prof. Filippo Maria Boscia e il card. Edoardo Menichelli, presidente nazionale ed assistente ecclesiastico nazionale dell’associazione medici cattolici, in un messaggio di auguri indirizzato al nuovo vicario della diocesi di Roma, monsignor Angelo De Donatis.

 

 

 

Sanità, medici cattolici: Al san Camillo grave discriminazione

 

 

 

"In un panorama sanitario nazionale che va sempre piu’ in frantumi, nella regione Lazio si indicono concorsi e si stipulano contratti a tempo indeterminato per il ruolo sanitario, ponendo tra i requisiti concorsuali la clausola ‘non obiettori’, distintivo discriminatorio aggiuntivo assolutamente inaccettabile”.

Ad affermarlo, in una nota, e’ il prof. Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani, il quale aggiunge:

L’Associazione Medici Cattolici apprezza il parere del ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha affermato che “non e’ possibile reclutare personale sanitario con contratti a tempo indeterminato, ponendo il requisito ‘non obiettore’: modalita’ discriminatoria di reclutamento del personale, atteso che la legge prevede di cambiare idea nel corso della carriera lavorativa””.

E’ assolutamente intollerabile l’arroganza di politici e coordinatori sanitari e il pressapochismo violento con il quale irrompano nel mondo della salute. Il management sanitario e le organizzazioni negative non possono ottemperare le loro esigenze applicando clausole contrattuali di “coercizione delle coscienze” a tempo interminato, tra l’altro minacciando licenziamenti per inadempienze contrattuali e studiando bandi per selezioni blindate. Bandi studiati bene al fine di evitare che i medici una volta assunti possano diventare obiettori di coscienza”, sottolinea il prof. Boscia.

Nella dilagante disoccupazione medica e nella disperazione che affligge il mondo dei giovani medici disoccupati, questa discriminazione appare come una spinta inaccettabile ad appannare le coscienze e ad accettare contratti per bisogno economico di sopravvivenza. I medici cattolici di fronte a queste cosiddette assunzioni fidelizzate dirette a “determinare le interruzioni di gravidanza” percepiscono e condannano tali atteggiamenti discriminatori nel reclutamento del personale, giudicandoli ingiustamente punitivi per la folta schiera dei medici in attesa di sistemazione lavorativa”, si legge ancora nella nota.

I medici cattolici intendono tutelare il diritto alla libera determinazione di tutti e l’accesso di tutti al libero impiego, respingendo fermamente ogni discriminazione generalizzata che va a determinare progressivamente la loro marginalizzazione nel sistema sanitario. I medici cattolici alzano in modo forte e chiaro la loro voce per salvaguardare l’onorabilita’ della professione medica alla quale va garantita la libera scelta di coscienza scevra da condizionamenti e da discriminazioni. Per trovare una soluzione, ma soprattutto contrastare il dramma aborto, occorre ancora una volta chiedere a gran voce che siano finalmente applicati quei punti della legge 194/78, finora completamente disattesi, in favore della donna per ‘aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza’, come dovrebbe essere nello spirito di una legge che nel suo titolo parla in primis di ‘tutela sociale’ della stessa, in nome del rispetto della vita umana”, conclude la nota.