29Aprile2017

Biotestamento, medici cattolici: ‘rispetto vita umana principio laico’

 

 

 

 

‘Parlamento lo tenga nella massima considerazione’

Nell’imminenza della ripresa dei lavori parlamentari sul cosiddetto biotestamento e in vista di una sua approvazione definitiva, i medici cattolici italiani esprimono viva preoccupazione considerato che il testo in esame presenta ineludibili dubbi e difficoltà sul piano etico ma anche sociale e politico, per non dire su quello deontologico”.

Ad affermarlo, in una nota, è il prof. Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani, il quale aggiunge:

“Con la proposta di legge in questione, sembra soprattutto appannarsi un cardine fondamentale della nostra civiltà e della nostra democrazia: il principio dell’indisponibilità della vita umana, che è e rimane inviolabile ed intangibile. Se una legge dello Stato sancisse che la vita umana è un bene disponibile a livello individuale attraverso l’autodeterminazione personale, chi potrebbe impedire poi allo Stato stesso di negare forme di assistenza e di solidarietà per gli anziani e i malati gravi, i disabili, i malati di mente, i morenti e così di fatto favorire atti di abbandono e in definitiva disporre della vita altrui? Lo Stato, che dovrebbe tutelare la vita, è perciò quello che più di ogni altro l’abbandona”.

Se è vero che la libertà e l’autonomia della persona sono valori irriducibili e fondamentali, è pur vero che esse vanno coniugate con la promozione del bene della vita e della salute dell’ammalato, a cui il medico non può mai venir meno - sottolinea il prof. Boscia - E la stessa alimentazione ed idratazione artificiale è cura ordinaria perchè diventa sostegno vitale e fa parte del prendersi cura della persona fragile ed ammalata, di cui certamente lo Stato, il medico, la famiglia sono tenuti a farsi carico. Così com’è improponibile che una legge sul fine vita non contempli l’obiezione di coscienza, diritto di rango costituzionale, riconosciuto del resto dal legislatore in altre leggi ed espressione alta della manifestazione pubblica della libertà morale e civile del medico”.

Pertanto, i medici cattolici italiani rivolgono un accorato appello alla classe politica e ai parlamentari, affinchè lo Stato democratico, laico e aconfessionale, rafforzandosi su valori e principi condivisi che caratterizzano una comunità civile e sociale quali la libertà, la solidarietà e la pace, tenga in massima considerazione il più laico e il più grande tra essi: il rispetto della vita umana”, conclude la nota.

 

 

 

 

Ddl povertà, Forum Sociosanitario: Bene, ma fare di più

Il Forum sociosanitario di ispirazione cristiana plaude al via libera definitivo al ddl poverta’. I due miliardi di euro stanziati non risolvono i problemi, ma forniscono un contributo non trascurabile verso condizioni di alleggerimento della morsa della poverta’, in vista di uno stanziamento futuro della somma di 7 miliardi. E’ apprezzabile anche la modulazione degli aiuti, che avverra’ in base alle singole situazioni”.

Ad affermarlo, in una nota, e’ il prof. Aldo Bova, presidente del Forum sociosanitario di ispirazione cristiana, il quale aggiunge:

Poiche’ negli ultimi anni si e’ documentato che tante persone indigenti, ammalate e fragili non si curano per estreme difficolta’ economiche, provocando peggioramento di condizioni di salute, auspichiamo che le misure programmate contro la poverta’ possano contribuire a ridurre il triste fenomeno di rinuncia obbligata alle cure”.

 Saremo vigili affinche’ i provvedimenti attuativi siano posti in essere quanto prima. La civilta’ di un popolo si misura anche dalle politiche nei confronti dei deboli e dei fragili”, conclude la nota………….FINE

Dj Fabo, Forum sociosanitario: Vicenda non sia pretesto per promuovere cultura morte

La vicenda di dj Fabo, che rispettiamo, ma ovviamente non condividiamo, non costituisca il pretesto per fare propaganda e promozione di una cultura della morte, fra l’altro tristemente commissionata”.

Ad affermarlo, in una nota, e’ il prof. Aldo Bova, medico e presidente nazionale del Forum sociosanitario cristiano.

In un’epoca in cui avanza una patologica interpretazione dell’autodeterminazione, e’ indispensabile promuovere la cultura della vita come grande bene indisponibile e dono da tutelare sempre. e la cultura dello stare vicino, con tutti gli strumenti medici e tutti i modi possibili, a coloro che soffrono tantissimo, ponendo in primis il calore umano della vicinanza”, conclude la nota.

Marwa, Forum Sociosanitario: sentenza giudici francesi tutela vita

 

 

 

Ci uniamo alla gioia enorme della famiglia francese Bouchenafa per il verdetto del Consiglio di Stato francese che ha dato ragione ai genitori della piccola Marwa, stabilendo, contrariamente alle decisioni del collegio medico dell’ospedale La Timone di Marsiglia, che non bisogna interrompere l’alimentazione e la respirazione artificiali somministrate alla bambina, paralizzata da un virus fulminante e con gravi lesioni cerebrali”.

Ad affermarlo, in una nota, e’ il prof. Aldo Bova, presidente nazionale del Forum sociosanitario cristiano, il quale aggiunge:

I genitori amano la piccola Marwa e ritengono che possa riprendersi, perche’ reagisce agli stimoli, come la voce della sorellina. La decisione dei giudici transalpini rafforza la convinzione di coloro che ritengono che la vita vada sempre tutelata e difesa e che per far si’ che la vita delle persone in grave sofferenza continui ci vuole tanto amore”.

Contro la cultura della morte, come semplificazione dei problemi e contro la cultura dello scarto, bisogna lavorare per diffondere la cultura della vita, e prima ancora, la cultura dell'amore, che e’ la forza vera e grande per realizzare cose positive e belle”, conclude la nota.

 

 

 

Sanità, medici cattolici: Al san Camillo grave discriminazione

 

 

 

"In un panorama sanitario nazionale che va sempre piu’ in frantumi, nella regione Lazio si indicono concorsi e si stipulano contratti a tempo indeterminato per il ruolo sanitario, ponendo tra i requisiti concorsuali la clausola ‘non obiettori’, distintivo discriminatorio aggiuntivo assolutamente inaccettabile”.

Ad affermarlo, in una nota, e’ il prof. Filippo Maria Boscia, presidente nazionale dell’Associazione Medici Cattolici Italiani, il quale aggiunge:

L’Associazione Medici Cattolici apprezza il parere del ministro della Salute Beatrice Lorenzin che ha affermato che “non e’ possibile reclutare personale sanitario con contratti a tempo indeterminato, ponendo il requisito ‘non obiettore’: modalita’ discriminatoria di reclutamento del personale, atteso che la legge prevede di cambiare idea nel corso della carriera lavorativa””.

E’ assolutamente intollerabile l’arroganza di politici e coordinatori sanitari e il pressapochismo violento con il quale irrompano nel mondo della salute. Il management sanitario e le organizzazioni negative non possono ottemperare le loro esigenze applicando clausole contrattuali di “coercizione delle coscienze” a tempo interminato, tra l’altro minacciando licenziamenti per inadempienze contrattuali e studiando bandi per selezioni blindate. Bandi studiati bene al fine di evitare che i medici una volta assunti possano diventare obiettori di coscienza”, sottolinea il prof. Boscia.

Nella dilagante disoccupazione medica e nella disperazione che affligge il mondo dei giovani medici disoccupati, questa discriminazione appare come una spinta inaccettabile ad appannare le coscienze e ad accettare contratti per bisogno economico di sopravvivenza. I medici cattolici di fronte a queste cosiddette assunzioni fidelizzate dirette a “determinare le interruzioni di gravidanza” percepiscono e condannano tali atteggiamenti discriminatori nel reclutamento del personale, giudicandoli ingiustamente punitivi per la folta schiera dei medici in attesa di sistemazione lavorativa”, si legge ancora nella nota.

I medici cattolici intendono tutelare il diritto alla libera determinazione di tutti e l’accesso di tutti al libero impiego, respingendo fermamente ogni discriminazione generalizzata che va a determinare progressivamente la loro marginalizzazione nel sistema sanitario. I medici cattolici alzano in modo forte e chiaro la loro voce per salvaguardare l’onorabilita’ della professione medica alla quale va garantita la libera scelta di coscienza scevra da condizionamenti e da discriminazioni. Per trovare una soluzione, ma soprattutto contrastare il dramma aborto, occorre ancora una volta chiedere a gran voce che siano finalmente applicati quei punti della legge 194/78, finora completamente disattesi, in favore della donna per ‘aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza’, come dovrebbe essere nello spirito di una legge che nel suo titolo parla in primis di ‘tutela sociale’ della stessa, in nome del rispetto della vita umana”, conclude la nota.