19Novembre2017

BOSCIA : LUNGO LA VIA FRANCIGENA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In occasione del Ritiro Spirituale di Mortara (PV) è stata allestita un'interessante mostra sulla Via Francigena di cui proprio Mortara era una delle tappe più importanti.

La mostra è stata inaugurata giovedì 28 settembre con la relazione del nostro Presidente Filippo Boscia (che pubblichiamo qui sotto) e che è intervenuto unitamente al Sindaco di Mortara ed al prof. Castelli (esperto di storia dell'arte).

 

 


 

 LUNGO LA VIA FRANCIGENA

tra arte spiritualità, storia e natura

 

  Con vero piacere partecipo alla inaugurazione di questa mostra artistica, curata da Alessandra Favini e Rossella Canè "LUNGO LA VIA FRANCIGENA, tra arte spiritualità, storia e natura" mostra alla quale l'AMCI ha voluto concedere il proprio patrocinio.

Innanzitutto il mio plauso per l'iniziativa che è occasione, non solo per fare memoria, ma per guardare con fiducia al futuro. "Via", o "la via" per eccellenza, quella francigena in modo particolare, è un itinerario religioso, un percorso di fede e di speranza chiamata semplicemente "la via" da coloro che, pellegrini alla ricerca della verità e della fede l'hanno percorsa.

Anche gli storici e i geologi l'hanno indicata con semplicità "la via": grande incrocio di strade, piste e sentieri, la cui funzione più importante da sempre è stata soltanto l'atto del camminare, ma quello di percorrere sentieri e territori con occhi nuovi, immergendosi in una forma di meditazione che sollecitando la piena partecipazione di tutti i sensi, orientava al senso religioso della vita.

Sollecitati dalla Prof.ssa Favini e Canè ad entrare in questo cammino, oggi anche noi possiamo sperimentare riflessioni meditative, percorsi, pur faticosi, tesi a conoscere sé stessi e trovare delle risposte: Entriamo nella via coinvolgendo la nostra fisicità, ma soprattutto la parte più attiva ed essenziale della nostra religiosità.

Il cammino sperimentale proposto è liberazione, è apertura all'altro, è riscoperta, è il racconto delle cose più intime, forse mai espresse, custodite nel sacrario del profondo.

E' percorso che può essere invocato e intrapreso con la speranza di essere condotti alla attenuazione dei tumulti interiori, alla riduzione del dolore spirituale, dell'inquietudine dell'anima.

Questo cammino ideale/reale nel quale possiamo ritrovare amicizia profonda anche lontano da casa, anche con gli stranieri, gli sconosciuti, o anche con amici di cordata, di cammino tra le prioritarie funzioni di integrare e normalizzare le molteplici esperienze umane, difficili e non, spirituali e non, religiose e non, e va ad arricchire il nostro patrimonio di sentimenti, di religiosità e va a coltivare sensibilità diverse, innovative vie di salvezza, che senza escludere ogni personale specifica vocazione attuano e rafforzano complementarietà ed olistico reciproco completamento.

Il cammino proposto, "la via", in un senso più profondo potrebbe condurre ad innamorarsi della vita, mossi da quell'eros che pervade la nostra vita sino a sconvolgere donandoci al contempo vitalità e forza d' animo.

E' un percorso, quello tracciato in questa mostra, che ci fa entrare "da vivi" in un meraviglioso sentiero di arte, spiritualità, storia e natura: è straordinariamente bello, inaspettatamente nuovo, peculiarmente originale, perché facendoci conoscere i luoghi attraversati, ce li fa rivivere e anche idealmente percorrere.

Il cammino mano a mano si dipana offrendo anche a chi non lo ha mai attraversato immagini ideali di splendide e toccanti emozioni: Questo è il bello di questa ampia e documentata rassegna!

Il percorso ci induce ad attraversare senza fretta luoghi mai visti, con la piena partecipazione di tutti i sensi ci fa riprendere il contatto con noi stessi: cambia il punto di vista, cambia il ritmo, cambiano le nostre emozioni, in sostanza ci fa cambiare; ci incanala in un percorso pacifico che può far progressivamente cambiare il nostro stile di vita, ci fa riappropriare del tempo, non più inteso come unità economica, ma come il dono più prezioso di cui disponiamo.

Camminare significa aprirsi al mondo ed esplorare con occhi nuovi, con gli occhi della fede e della speranza percorsi che disegnano innovativi orizzonti, facendoci fare l'esperienza di una meditazione in forma attiva capace di far percepire al nostro sguardo la somma della bellezza della quale sono partecipi tutti i nostri organi di senso.

Questa mostra artistica ci introduce nella nuova nozione di "via" che significa anche andare con fede e implica l'idea di scelte, di un progredire salutare e benefico, di un soddisfacimento di ogni esigenza di bene, di conversione, forse anche più semplicemente la necessità di una pratica mistica, di una apertura a religiose speranze.

E' l'dea di una fatica redentrice che, sostenuta dal soffio della carità, tenta di ridare smalto e credibilità alla nostra coscienza danneggiata, soffocata e privata della verità secondo uno stile che la società ci impone.

In questa strada che è strada di speranza, strada di ricerca, strada di invocazione, viene letta storicamente la vita tutta della Chiesa, ma anche la vita dei fedeli laici.

Oggi ci viene riproposta questa strada: essa va percorsa senza mai stancarsi perché è la via di un nuovo annuncio del Vangelo, della fede, di quella fede calda ed entusiasta, rinnovata e contagiosa, una fede luminosa, sulla quale è opportuno riflettere per tentare su un piano storico di fare il punto della situazione e riflettere sulle intricate e difficili trasformazioni complessive del mondo.

Le vie della fede ci fanno riflettere oggi su come è cambiato lo scenario cattolico e di quanto le nuove tendenze sociali facciano di tutto per aggrovigliare i percorsi dei nostri cammini e contaminare i nostri stili di vita. Se non rafforziamo la necessità di percorrere vie maestre avviandoci per cammini virtuosi, difficilmente verremo fuori dal mondo della sofferenza e delle fragilità.

Nella via possiamo ritrovare nuovi annunci evangelici e risposte valide alla nostra odierna inquietudine.

Oggi si parla molto di più delle strade aeree o di crociere itineranti, ma i numerosi viaggiatori che hanno percorso le vie della fede, quei pellegrini di vita e di fede, rivelano la preziosità di un necessario distacco dalla frettolosità che distingue la nostra vita e contraddistingue le contraddizioni complessive del mondo.

Grazie ad Alessandra Favini e a Rossella Canè che oggi ci fanno rivivere questa splendida "via della fede", facendoci anche riscoprire il limite dell'umano, il mistero della nostra fede, aprendoci alla bellezza dei luoghi e delle arti.

Non arretriamo, manteniamo il passo, rispondiamo solleciti alla chiamata di Dio e cerchiamo di adempiere ad ogni specifico nostro dovere, percorrendo la strada della vita in preghiera, col desiderio struggente di promuovere la pace e di stringere al cuore tutta l'umanità sofferente.

 

Prof. Filippo Maria Boscia

Presidente Nazionale Associazione Medici Cattolici Italiani

RESOCONTO del Ritiro spirituale AMCI Nord

 

 

 

 

RITIRO SPIRITUALE - AMCI NORD

CASA MADRE DELLE SUORE DELL’IMMACOLATA REGINA PACIS

VIA BALUARDO DI SANTA CHIARA – MORTARA (PV)

29 – 30 SETTEMBRE 2017

 

Nelle giornate del 29 e 30 settembre 2017, così come era stato stabilito dal nostro Assistente Ecclesiastico Card. Edoardo Menichelli, dal nostro Presidente Filippo Boscia e da tutto il Consiglio di Presidenza Nazionale AMCI   si è svolto il Ritiro Spirituale dell’AMCI del Nord.

 

Come sede della nostra due giorni di spiritualità è stata scelta la Casa Madre delle Suore dell’Immacolata Regina Pacis di Mortara (PV). Una sede molto accogliente e apprezzata da tutti, in quanto la struttura si presta molto per gli esercizi spirituali, la preghiera e la meditazione personale. E infatti le Suore Missionarie dell’Immacolata Regina di Pacis, hanno messo a nostra disposizione la casa e il proprio servizio per rendere questi due giorni di permanenza una forte esperienza di preghiera e di accogliente fraternità.

La Casa di Spiritualità di Mortara recentemente ristrutturata, accoglie e offre un luogo adatto per un'esperienza di preghiera che si fa lode, gratitudine, richiesta di perdono, in un attento ascolto della Parola di Dio, nel silenzio e nel dialogo con i nostri Assistenti e  con gli altri partecipanti, ma anche per una per una riflessione sul tema della famiglia e dell’ esortazione apostolica Amoris Laetitia, che ci è stata presentata dal card. Menichelli, proponendoci le vere interpretazioni e letture, così come sono state intese dal Sinodo e dal Santo Padre, e non come vengono spesso intese e presentate dai vari organi di stampa.

E così tutti noi ci siamo potuti immergere in questo ambiente particolarmente adatto per la preghiera, la meditazione e l’ascolto; sì l’ascolto innanzi tutto della parola di Dio, nella celebrazione delle due Sante Messe, nella recita dei Vespri e delle Lodi, ma anche dalle due riflessioni di don Paolo Merlo, mons. Giuseppe  Cavallone e soprattutto del nostro carissimo Assistente Cardinale Edoardo Menichelli che è stato un vero e proprio trascinatore e che ci ha regalato tre bellissime riflessioni sul tema della famiglia, destando un grande interesse.

Il Ritiro Spirituale si è aperto  venerdì 29 settembre 2017 con un momento di accoglienza e di benvenuto, seguiva poi la Santa Messa celebrata

Alle ore 15:00 si riprendeva poi con gli interventi di don Paolo Merlo (Preside della Sezione Torinese della Facoltà Teologica Salesiana e Assistente Ecclesiastico AMCI Sezione di Torino) sul tema del Padre Misericordioso (a commento della parabola del Figliol Prodigo) e di Mons. Cavallone (Vicario Episcopale della Diocesi di Vercelli esperto di pastorale della famiglia) che illustrava qual’è la visione del matrimonio per la Chiesa e le cause di nullità del matrimonio seguiva una testimonianza di Chiara Mantovani sul tema della famiglia e la figura del card. Caffarra.

Alle ore 17:00 pausa per la meditazione personale o per fare due passi nel centro di Mortara e  visitare la  mostra sulla Via Francigena, che era stata inaugurata il giorno prima alla presenza del Presidente Boscia, autore di una bellissima ed apprezzata prolusione.

Alle ore 18:00 si riprendeva e dopo l’introduzione del presidente Boscia, il card. Menichelli ci presentava  l’Amoris Laetitia, iniziando dal due Sinodi preparatori, di cui lui stesso era stato uno dei principali protagonisti e precisando che tale esortazione, contrariamente ad altre, non è indirizzata a nessuno, in quanto è rivolta a tutti. La custodia della famiglia è infatti affidata a tutta la comunità, in quanto la famiglia è un bene della comunità e per la comunità. Inoltre per una corretta lettura del documento ci non dobbiamo mettere nella prospettiva teologica, ma in quella pastorale: aiutare a sanare le ferite della famiglia. La sua grande capacità comunicativa molto avvincente e con toni molto familiari ne rendevano molto piacevole l’ascolto, e alle ore 19.15 interrompeva poi la sua riflessione per la recita dei Vespri anche se, a dire il vero, saremmo rimasti ancora a lungo ad ascoltarlo.

Dopo la cena, alle ore 21.00 Le Suore Missionarie dell’Immacolata Regina Pacis presentavano brevemente la loro missione ed attività  in Lomellina e nel Mondo.

Sabato 30 settembre 2017, dopo la recita delle  Lodi  il Card. Menichelli teneva la sua seconda riflessione  in cui sottolineava che la crisi della famiglia è globalizzata e che non esistono famiglie perfette e che c’è una legge della gradualità, ma non la gradualità della legge. Talvolta la comunità parrocchiale costituisce più un giudizio che non un’accoglienza. Spesso si parla molto del capitolo VIII ma è molto importante anche il capitolo IV. Dopo un breve break a il Card. Menichelli teneva anche la terza relazione, prtoprio sul capitolo IV che si apre con il cosidetto Inno a carità di San Paolo (1 Cor. 13, 4-7) e incentrata sul tema l’Amore nel Matrimonio, sottolineandone poi alcune caratteristiche fondamentali, in modo particolare la pazienza e il perdono. Come per altri sacramenti anche nel matrimonio basta una e a fare la differenza: Ministrare = servire e non Ministrari = essere serviti, Ed inoltre accanto alla pazienza ci vuole anche molta benevolenza.

Alle ore  11:30 con la Santa Messa celebrata dal card. Menichelli si concludeva il nostro ritiri spirituale dell’AMCI del Nord, al quale partecipavano, oltre al Cardinale Menichelli, al Presidente Boscia e al Vice Presidente Balzaretti, anche il Vice Presidente Vicario Ojetti, il Consigliere Nazionale Gorrieri e molti nostri dirigenti e soci, con alcuni familiari: in tutto 45 partecipanti, provenienti dalle varie regioni del nord.

Da sottolineare il clima di grande serenità ed amicizia che si è instaurato tra i vari dirigenti e partecipanti alla nostra due giorni.

 

RINGRAZIAMENTI

Un ringraziamento particolare va al nostro Assistente Cardinale Menichelli che ha onorato l’impegno, nonostante gli siano sopraggiunti importanti e gravosi impegni e grazie anche al Presidente Boscia, al vice Presidente Vicario Ojetti e al Consigliere Nazionale Gorrieri per la loro partecipazione, dovendo affrontare un lungo viaggio. Grazie anche a Mons. Cavallone e  a don Merlo per le interessanti riflessioni.

Un ringraziamento speciale a Paola Spina per la perfetta organizzazione e la disponibilità, così come anche alle Suore dell’Immacolata Regina Pacis di Mortara, per la loro calorosa accoglienza e disponibilità nella loro struttura molto bella, accogliente e che si è rivelata una sede perfetta per il nostro ritiro spirituale.

 

 Il   Vice Presidente AMCI

Franco  Balzaretti

 

NB: in allegato la  foto di gruppo (scaricabile), foto presidenza e la locandina con il programma

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