27Aprile2018

Messaggio Pasquale del card. Edoardo Menichelli

Questo numero di Orizzonte Medico uscirà a cavallo tra marzo e aprile e nel preparare questo piccolo pezzo a carattere spirituale  terrò presente sia  il periodo quaresimale sia la solennità della Pasqua.

La quaresima è tempo di penitenza di conversione,  una sorta di predisposizione spirituale ad accogliere il mistero pasquale.

La Chiesa con la quaresima ci educa a saper accogliere la promessa di Dio, così come fu educato  il popolo ebreo, liberato dal faraone, a guardare con speranza e fiducia alla Terra Promessa.

Come per quel popolo, c’è una necessità anche per noi di essere fedeli alle promesse di Dio. La fedeltà consiste proprio nello sperare con certezza in ciò che Dio promette e che si traduce nel prepararsi spiritualmente per essere degni di quella promessa.

 

La quaresima è tempo favorevole per rendere la vita adatta ad accogliere il dono di Dio.

Il Santo Padre Francesco ha indetto per il 23f febbraio  una Giornata di penitenza e di preghiera, per ritrovare la pace  e perché la pace sia il dono prezioso meritato dall’umanità.

Mi piace pensare che ognuno di noi voglia farsi collaboratore dell’opera di misericordia di Dio, pregando e orientando il cuore e la mente verso di Lui.

Siamo troppo abituati ad una quaresima quasi legalista.  Occorre, come dice la Parola di Dio “lacerarsi il cuore e non le vesti”  facendo opere di giustizia e di misericordia.

***

Della Pasqua come buoni cristiani preparati, sappiamo che essa è memoria viva della morte e resurrezione del Signore Gesù.

Non so però, se come veri discepoli di Gesù della Pasqua conosciamo e viviamo il mistero profondo.

La Pasqua in realtà è Gesù stesso e si capirà la Pasqua se si capirà Cristo, il Suo morire per i peccatori, il Suo abbattere il muro che ci separa dalla santità di Dio, il Suo amore di obbedienza verso il Padre e verso di noi peccatori.

Morire per amore: questo è il Gesù della Croce Pasquale.

Dare gloria all’umanità, questo è il Suo risorgere per noi e consentirle di ritornare nella casa del Padre.

Tutta l’umanità è dentro questo conflitto, morire per amore e risorgere per dare gloria.

Morire è il dono di sé per gli altri;  ma come ogni dono è profondamente impegnativo.

Solo in questa  dimensione del dono totale di sé, c’è la radice dell’essere nuovi, riappacificati con Dio e costruttori di una vera fraternità.

Il duello pasquale non ha solo questa dimensione vissuta da Cristo ma ne riveste un’altra, che è  dentro la storia dell’umano. Il duello tra la morte e la vita.  La morte come porta della vita.  La morte come riconsegna di noi stessi a Colui che ci ha donato la vita.

Ho fatto questo accenno perché nella professione del medico c’è anche la vocazione ad educare il malato alla sapienza del morire e alla sapienza dell’eternità

 

Auguro a me e a tutti questa capacità spirituale del convertirsi a Dio e dell’attendere la Sua gloria.

 

                                                              Card. Edoardo Menichelli

                                                             Assistente Nazionale AMCI