11Dicembre2017

RITIRO SPIRITUALE AMCI CENTRO : ASSISI 19-21 GENNAIO 2018

 

 

In occasione del Ritiro Spirituale del centro ad Assisi, essendo l'ultimo  incontro nazionale di spiritualità dell'AMCI guidato dal nostro Assistente Card. Edoardo Menichelli, invitiamo tutti a partecipare, anche dalle altre aree del nord e del sud e in modo particolare sollecitiamo la partecipazione di quanto non abbiano potuto partecipare agli incontri di Mortara e di Pompei.

Come già comunicato il ritiro dell’AMCI per il Centro si terrà dal 19 al 21 gennaio 2018 presso la Domus Pacis di Assisi, sotto la guida del nostro Assistente Ecclesiastico S. Em.za il Card. Edoardo Menichelli.

Il ritiro inizierà alle ore 16.00 di venerdì 19 gennaio e terminerà con il pranzo di domenica 21 gennaio.

NB: per ulteriori informazioni rivolgersi alla segerteria nazionale AMCI e si allegano alla presente anche la scheda di prenotazione e la lettera di invito  ufficiale

Il Papa alla Pontificia Accademia per la vita: “La nostra società ha perso il senso della vita”.

Papa Francesco nell'udienza con i partecipanti all'assemblea generale della Pontificia Accademia per la vita del 5 ottobre scorso si è concentrato sulla "potenza delle biotecnologie, che già ora consente manipolazioni della vita fino a ieri impensabili" e che "pone questioni formidabili".

Quattro quelle che vengono particolarmente sottolineate nell'ampio discorso del Papa, e che rappresentano "il nuovo orizzonte nel quale si colloca la missione della rinnovata Pontificia Accademia per la vita".

Francesco ricevendo i partecipanti all'assemblea generale dell'Accademia per la vita ha messo in guardia dai rischi di egolatria: «Recuperare l'alleanza generativa tra uomo e donna» . All’incontro erano presenti tra i vari accademici anche il nostro Presidente prof.  Filippo Boscia ed il Consigliere Nazionale prof. Alfredo Anzani.

Si allega inoltre l'articolo pubblicato su Avvenire in data 12  ottobre con l'intervista allo stesso prof. Boscia.


Il  nostro Presidente Boscia, ha ritenuto doveroso far pubblicare sul nostro sito il testo integrale del Discorso di papa Francesco, in modo che tutti i nostri dirigenti, iscritti e simpatizzanti possano, sotto la guida illuminata del Santo Padre, apprendere e, ove possibile, mettere in pratica questi importantissimi insegnamti del Magistero Pontificio.

Siamo quindi ben lieti di pubblicare qui di seguito il discorso che il Papa ha rivolto ai presenti all’incontro:

 

Eccellenza,
Illustri Signori e Signore,

sono lieto di incontrarvi in occasione della vostra annuale Assemblea Plenaria e ringrazio Monsignor Paglia per il suo saluto e la sua introduzione. Vi sono grato per il contributo che offrite e che, col passare del tempo, rivela sempre meglio il suo valore sia nell’approfondimento delle conoscenze scientifiche, antropologiche ed etiche, sia nel servizio alla vita, in particolare nella cura della vita umana e del creato, nostra casa comune.

 II tema di questa vostra sessione: “Accompagnare la vita. Nuove responsabilità nell’era tecnologica”, è impegnativo e al tempo stesso necessario. Esso affronta l’intreccio di opportunità e criticità che interpella l’umanesimo planetario, in riferimento ai recenti sviluppi tecnologici delle scienze della vita. La potenza delle biotecnologie, che già ora consente manipolazioni della vita fino a ieri impensabili, pone questioni formidabili.

 È urgente, perciò, intensificare lo studio e il confronto sugli effetti di tale evoluzione della società in senso tecnologico per articolare una sintesi antropologica che sia all’altezza di questa sfida epocale. L’area della vostra qualificata consulenza non può quindi essere limitata alla soluzione delle questioni poste da specifiche situazioni di conflitto etico, sociale o giuridico. L’ispirazione di condotte coerenti con la dignità della persona umana riguarda la teoria e la pratica della scienza e della tecnica nella loro impostazione complessiva in rapporto alla vita, al suo senso e al suo valore. E proprio in questa prospettiva desidero offrirvi oggi la mia riflessione.

 1. La creatura umana sembra oggi trovarsi in uno speciale passaggio della propria storia che incrocia, in un contesto inedito, le antiche e sempre nuove domande sul senso della vita umana, sulla sua origine e sul suo destino.

 Il tratto emblematico di questo passaggio può essere riconosciuto sinteticamente nel rapido diffondersi di una cultura ossessivamente centrata sulla sovranità dell’uomo — in quanto specie e in quanto individuo — rispetto alla realtà. C’è chi parla persino di egolatria, ossia di un vero e proprio culto dell’io, sul cui altare si sacrifica ogni cosa, compresi gli affetti più cari. Questa prospettiva non è innocua: essa plasma un soggetto che si guarda continuamente allo specchio, sino a diventare incapace di rivolgere gli occhi verso gli altri e il mondo. La diffusione di questo atteggiamento ha conseguenze gravissime per tutti gli affetti e i legami della vita (cfr Enc. Laudato si’, 48).

 Non si tratta, naturalmente, di negare o di ridurre la legittimità dell’aspirazione individuale alla qualità della vita e l’importanza delle risorse economiche e dei mezzi tecnici che possono favorirla. Tuttavia, non può essere passato sotto silenzio lo spregiudicato materialismo che caratterizza l’alleanza tra l’economia e la tecnica, e che tratta la vita come risorsa da sfruttare o da scartare in funzione del potere e del profitto.

 Purtroppo, uomini, donne e bambini di ogni parte del mondo sperimentano con amarezza e dolore le illusorie promesse di questo materialismo tecnocratico. Anche perché, in contraddizione con la propaganda di un benessere che si diffonderebbe automaticamente con l’ampliarsi del mercato, si allargano invece i territori della povertà e del conflitto, dello scarto e dell’abbandono, del risentimento e della disperazione. Un autentico progresso scientifico e tecnologico dovrebbe invece ispirare politiche più umane.

 La fede cristiana ci spinge a riprendere l’iniziativa, respingendo ogni concessione alla nostalgia e al lamento. La Chiesa, del resto, ha una vasta tradizione di menti generose e illuminate, che hanno aperto strade per la scienza e la coscienza nella loro epoca. Il mondo ha bisogno di credenti che, con serietà e letizia, siano creativi e propositivi, umili e coraggiosi, risolutamente determinati a ricomporre la frattura tra le generazioni. Questa frattura interrompe la trasmissione della vita. Della giovinezza si esaltano gli entusiasmanti potenziali: ma chi li guida al compimento dell’età adulta? La condizione adulta è una vita capace di responsabilità e amore, sia verso la generazione futura, sia verso quella passata. La vita dei padri e delle madri in età avanzata si aspetta di essere onorata per quello che ha generosamente dato, non di essere scartata per quello che non ha più.

 2. La fonte di ispirazione per questa ripresa di iniziativa, ancora una volta, è la Parola di Dio, che illumina l’origine della vita e il suo destino.

 Una teologia della Creazione e della Redenzione che sappia tradursi nelle parole e nei gesti dell’amore per ogni vita e per tutta la vita, appare oggi più che mai necessaria per accompagnare il cammino della Chiesa nel mondo che ora abitiamo. L’Enciclica Laudato si’ è come un manifesto di questa ripresa dello sguardo di Dio e dell’uomo sul mondo, a partire dal grande racconto di rivelazione che ci viene offerto nei primi capitoli del Libro della Genesi. Esso dice che ognuno di noi è una creatura voluta e amata da Dio per sé stessa, non solamente un assemblaggio di cellule ben organizzate e selezionate nel corso dell’evoluzione della vita. L’intera creazione è come inscritta nello speciale amore di Dio per la creatura umana, che si estende a tutte le generazioni delle madri, dei padri e dei loro figli.

 La benedizione divina dell’origine e la promessa di un destino eterno, che sono il fondamento della dignità di ogni vita, sono di tutti e per tutti. Gli uomini, le donne, i bambini della terra – di questo sono fatti i popoli – sono la vita del mondo che Dio ama e vuole portare in salvo, senza escludere nessuno.

 Il racconto biblico della Creazione va riletto sempre di nuovo, per apprezzare tutta l’ampiezza e la profondità del gesto dell’amore di Dio che affida all’alleanza dell’uomo e della donna il creato e la storia.

 Questa alleanza è certamente sigillata dall’unione d’amore, personale e feconda, che segna la strada della trasmissione della vita attraverso il matrimonio e la famiglia. Essa, però, va ben oltre questo sigillo. L’alleanza dell’uomo e della donna è chiamata a prendere nelle sue mani la regia dell’intera società. Questo è un invito alla responsabilità per il mondo, nella cultura e nella politica, nel lavoro e nell'economia; e anche nella Chiesa. Non si tratta semplicemente di pari opportunità o di riconoscimento reciproco. Si tratta soprattutto di intesa degli uomini e delle donne sul senso della vita e sul cammino dei popoli. L’uomo e la donna non sono chiamati soltanto a parlarsi d’amore, ma a parlarsi, con amore, di ciò che devono fare perché la convivenza umana si realizzi nella luce dell’amore di Dio per ogni creatura. Parlarsi e allearsi, perché nessuno dei due – né l’uomo da solo, né la donna da sola – è in grado di assumersi questa responsabilità. Insieme sono stati creati, nella loro differenza benedetta; insieme hanno peccato, per la loro presunzione di sostituirsi a Dio; insieme, con la grazia di Cristo, ritornano al cospetto di Dio, per onorare la cura del mondo e della storia che Egli ha loro affidato.

 3. Insomma, è una vera e propria rivoluzione culturale quella che sta all’orizzonte della storia di questo tempo. E la Chiesa, per prima, deve fare la sua parte.

 In tale prospettiva, si tratta anzitutto di riconoscere onestamente i ritardi e le mancanze. Le forme di subordinazione che hanno tristemente segnato la storia delle donne vanno definitivamente abbandonate. Un nuovo inizio dev’essere scritto nell’ethos dei popoli, e questo può farlo una rinnovata cultura dell’identità e della differenza. L’ipotesi recentemente avanzata di riaprire la strada per la dignità della persona neutralizzando radicalmente la differenza sessuale e, quindi, l’intesa dell’uomo e della donna, non è giusta. Invece di contrastare le interpretazioni negative della differenza sessuale, che mortificano la sua irriducibile valenza per la dignità umana, si vuole cancellare di fatto tale differenza, proponendo tecniche e pratiche che la rendano irrilevante per lo sviluppo della persona e per le relazioni umane. Ma l’utopia del “neutro” rimuove ad un tempo sia la dignità umana della costituzione sessualmente differente, sia laqualità personale della trasmissione generativa della vita. La manipolazione biologica e psichica della differenza sessuale, che la tecnologia biomedica lascia intravvedere come completamente disponibile alla scelta della libertà – mentre non lo è! –, rischia così di smantellare la fonte di energia che alimenta l’alleanza dell’uomo e della donna e la rende creativa e feconda.

 Il misterioso legame della creazione del mondo con la generazione del Figlio, che si rivela nel farsi uomo del Figlio nel grembo di Maria – Madre di Gesù, Madre di Dio – per amore nostro, non finirà mai di lasciarci stupefatti e commossi. Questa rivelazione illumina definitivamente il mistero dell’essere e il senso della vita. L'immagine della generazione irradia, a partire da qui, una sapienza profonda riguardo alla vita. In quanto è ricevuta come un dono, la vita si esalta nel dono: generarla ci rigenera, spenderla ci arricchisce.

 Occorre raccogliere la sfida posta dalla intimidazione esercitata nei confronti della generazione della vita umana, quasi fosse una mortificazione della donna e una minaccia per il benessere collettivo.

 L’alleanza generativa dell’uomo e della donna è un presidio per l’umanesimo planetario degli uomini e delle donne, non un handicap. La nostra storia non sarà rinnovata se rifiutiamo questa verità.

 4. La passione per l’accompagnamento e la cura della vita, lungo l’intero arco della sua storia individuale e sociale, chiede la riabilitazione di un ethos della compassione o della tenerezza per la generazione e rigenerazione dell’umano nella sua differenza.

 Si tratta, anzitutto, di ritrovare sensibilità per le diverse età della vita, in particolare per quelle dei bambini e degli anziani. Tutto ciò che in esse è delicato e fragile, vulnerabile e corruttibile, non è una faccenda che debba riguardare esclusivamente la medicina e il benessere. Ci sono in gioco parti dell’anima e della sensibilità umana che chiedono di essere ascoltate e riconosciute, custodite e apprezzate, dai singoli come dalla comunità. Una società nella quale tutto questo può essere soltanto comprato e venduto, burocraticamente regolato e tecnicamente predisposto, è una società che ha già perso il senso della vita. Non lo trasmetterà ai figli piccoli, non lo riconoscerà nei genitori anziani. Ecco perché, quasi senza rendercene conto, ormai edifichiamo città sempre più ostili ai bambini e comunità sempre più inospitali per gli anziani, con muri senza né porte né finestre: dovrebbero proteggere, in realtà soffocano.

 La testimonianza della fede nella misericordia di Dio, che affina e compie ogni giustizia, è condizione essenziale per la circolazione della vera compassione fra le diverse generazioni. Senza di essa, la cultura della città secolare non ha alcuna possibilità di resistere all’anestesia e all’avvilimento dell’umanesimo.

 E’ in questo nuovo orizzonte che vedo collocata la missione della rinnovata Pontificia Accademia per la Vita. Comprendo che è difficile, ma è anche entusiasmante. Sono certo che non mancano uomini e donne di buona volontà, come anche studiose e studiosi, di diverso orientamento quanto alla religione e con diverse visioni antropologiche ed etiche del mondo, che condividono la necessità di riportare una più autentica sapienza della vita all’attenzione dei popoli, in vista del bene comune. Un dialogo aperto e fecondo può e deve essere instaurato con i molti che hanno a cuore la ricerca di ragioni valide per la vita dell’uomo.

 Il Papa, e la Chiesa tutta, vi sono grati per l’impegno che vi accingete ad onorare. L’accompagnamento responsabile della vita umana, dal suo concepimento e per tutto il suo corso sino alla fine naturale è lavoro di discernimento e intelligenza d’amore per uomini e donne liberi e appassionati, e per pastori non mercenari. Dio benedica il vostro proposito di sostenerli con la scienza e la coscienza di cui siete capaci. Grazie, e non dimenticatevi di pregare per me.

 [01469-IT.01] [Testo originale: Italiano]

 

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L'AMCI IN LUTTO PER LA SCOMPARSA DI DIONIGI TETTAMANZI


 

Cinquemila fedeli hanno partecipato stamani nel Duomo di Milano ai funerali del cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano e per  oltre 10 anni Assistente Ecclesiastico AMCI. Numerosi gruppi di persone erano presenti anche all'esterno della Cattedrale. Alla Messa funebre, presieduta dal cardinale Angelo Scola, hanno partecipato 30 vescovi, 8 cardinali e circa mille sacerdoti. Alle esequie era presente anche una qualificata rappresentanza dell’AMCI, guidata dall’Assistente Card. Edoardo Menichelli e dal Presidente Nazionale Filippo Boscia, con il Vice Presidente Franco Balzaretti e Alfredo Anzani, amico e medico di fiducia di Tettamanzi. Erano inoltre presenti i consiglieri nazionali Piero Cioni e Paola Spina, con il Presidente della sezione di Milano Alberto Cozzi, don Roberto Colombo e numerosi nostri iscritti.

 

Alleghiamo qui sotto il COMUNICATO ufficiale AMCI ed il TELEGRAMMA di Papa Francesco.

 

In allegato troverete la BIOGRAFIA, un piccolo ALBUM FOTOGRAFICO AMCI e il testo completo dell’OMELIA del Card. Scola.

 

 

 

NOTA

 

In considerazione del periodo di ferie estive e della chiusura della nostra sede centrale non è possibile, al momento fare di più, ma ci ripromettiamo di raccogliere, non appena possibile, i vari contributi, testimonianze e foto di tutti i nostri dirigenti, che pubblicheremo poi in uno speciale del sito e della rivista.

 

 


 SCOMPARSA CARD. TETTAMANZI: IL CORDOGLIO DEI MEDICI CATTOLICI

 
“L’Associazione Medici Cattolici Italiani in occasione della fine della vita terrena del card. Dionigi Tettamanzi, il quale ha raggiunto la Casa del Padre, ricorda con ammirazione ed affettuoso pensiero l’operato, qualificato e ancorato ai valori evangelici, da Lui svolto nel corso della sua vita sacerdotale a beneficio dell’intera comunita’ ecclesiale italiana”.

 E’ quanto si legge in un comunicato a firma del presidente dell’Associazione Medici Cattolici Italiani, prof. Filippo Boscia, e dell’Assistente Ecclesiastico nazionale, card. Edoardo Menichelli.

 "In particolare, con sentimenti di profonda gratitudine, l’Amci rammenta la generosa attivita’ di sostegno, di indirizzo e di insegnamento per molti anni esercitata a favore dell’Associazione che, nell’illuminata Sua guida spirituale di assistente ecclesiastico nazionale, ha potuto maturare una crescita religiosa tanto collettiva quanto individuale degli iscritti, improntata ad una concezione vocazionale della professione medica indirizzata al servizio dei sofferenti e a difesa della vita. I Suoi saggi e ricchi ammaestramenti vivranno sempre nei cuori di tutti i soci dell’Amci”, conclude la nota.

  INVITIAMO TUTTI A RICORDARLO NELLA PREGHIERA.

 

Uniti in preghiera al cardinale Edoardo Menichelli

 

Filippo Maria Boscia con tutto il Consiglio di Presidenza Nazionale  AMCI, i  past-president ,  i Consiglieri Nazionali, i soci dell'Albo d'oro AMCI e tutti i soci AMCI

N.B. :  la camera ardente sarà aperta alla villa Sacro Cuore di Triuggio. Lunedì pomeriggio, dalle 16, veglia aperta ai fedeli presso il Duomo di Milano; mentre i funerali saranno martedì alle 11,   celebreranno il cardinale Scola e monsignor Delpini. Al termine della cerimonia la salma del cardinale verrà tumulata  in Duomo, sul lato destro della cattedrale, ai piedi dell’altare Virgo Potens dove è presente anche l’urna del beato cardinale Schuster.

 


Pubblichiamo di seguito il telegramma di cordoglio per la morte, avvenuta questa mattina, del Cardinale Dionigi Tettamanzi, del Titolo dei Ss. Ambrogio e Carlo, Arcivescovo emerito di Milano (Italia), inviato dal Santo Padre Francesco all’Em.mo Card. Angelo Scola, Amministratore Apostolico, e a S.E. Mons. Mario Delpini, Arcivescovo eletto:

Telegramma del Santo Padre

NELL’APPRENDERE LA NOTIZIA DEL DECESSO DEL CARO CARDINALE DIONIGI TETTAMANZI, DESIDERO ESPRIMERE LE MIE CONDOGLIANZE AI FAMILIARI E A CODESTA COMUNITA’ DIOCESANA, CHE LO ANNOVERA TRA I SUOI FIGLI PIU’ ILLUSTRI E TRA I SUOI PASTORI PIU’ AMABILI E AMATI.

PENSO CON AFFETTO E RICORDO CON GRATITUDINE L’INTENSA OPERA CULTURALE E PASTORALE PROFUSA DA QUESTO BENEMERITO FRATELLO CHE NELLA SUA FECONDA ESISTENZA HA TESTIMONIATO CON GIOIA IL VANGELO E SERVITO DOCILMENTE LA CHIESA, DAPPRIMA COME PRESBITERO NELL’ARCIDIOCESI DI MILANO, POI COME VESCOVO AD ANCONA-OSIMO, SEGRETARIO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, ARCIVESCOVO DI GENOVA, IN SEGUITO ARCIVESCOVO DELLA DILETTA CHIESA AMBROSIANA, INFINE AMMINISTRATORE APOSTOLICO DI VIGEVANO.

SEMPRE SI DISTINSE COME PASTORE SOLLECITO, TOTALMENTE DEDITO ALLE NECESSITA’ E AL BENE DEI SACERDOTI E DEI FEDELI TUTTI, CON UNA PECULIARE ATTENZIONE AI TEMI DELLA FAMIGLIA, DEL MATRIMONIO E DELLA BIOETICA, DEI QUALI ERA PARTICOLARMENTE ESPERTO. ELEVO LA MIA PREGHIERA AL SIGNORE AFFINCHE’, PER INTERCESSIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA, CHE EGLI HA TANTO AMATO, ACCOLGA QUESTO SUO FEDELE SERVITORE NEL GAUDIO E NELLA PACE ETERNA, E DI CUORE IMPARTO A COLORO CHE NE PIANGONO LA SCOMPARSA LA BENEDIZIONE APOSTOLICA, CON UN PENSIERO SPECIALE PER QUANTI LO HANNO AMOREVOLMENTE ASSISTITO IN QUESTI ULTIMI TEMPI DI MALATTIA.

 FRANCISCUS PP.

 DAL VATICANO, 5 AGOSTO 2017

 

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Papa Francesco incontra i Medici Cattolici

Papa Francesco ha incontrato i medici cattolici italiani nel  70° anniversario di fondazione denunciando la "falsa compassione" di favorire l'aborto,di procurare l'eutanasia, di "produrre" un figlio o usare la vita umana come cavia di laboratorio.  

Ogni esistenza è sempre sacra e la fedeltà al Vangelo della vita e al rispetto di essa come dono di Dio, a volte richiede scelte coraggiose e controcorrente che possono giungere all'obiezione di coscienza.

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