CONFERENZA ORGANIZZATIVA DEL SUD E RITIRO SIPIRITUALE CENRO-SUD A BARLETTA IL 25- 26 - 27 OTTOBRE 2019 + RITIRO SPIRITUALE DEL NORD 26-27-28 SETTEMBRE SCORSO A PADOVA (CON ALCUNE FOTO)

Carissimi

dopo il bel ritiro Spirituale di Padova per l'AMCI del Nord a fine setttembre, vi ricordiamo che, nei giorni 24 e 25 ottobre 2019, si è svolta a Barletta la Conferenza Organizzativa AMCI per il Sud Italia (preliminare al prossimo Congresso Nazionale) e alla quale seguiva il Ritiro Spirituale per il Centro/Sud,

E questo sempre sotto la guida del nostro amatissimo Assistente Ecclesiastico Nazionale Card. Edoardo Menichelli e del Presidente Filippo Boscia.

NB :  alleghiamo le foto di gruppo di Padova e Barletta, del nostro assistente Card. Menichelli e del Presidene Boscia.  A breve pubblicheremo poi anche il resoconto di questi importanti eventi.


 

 

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ASSISI, 16 NOVEMBRE CONVEGNO DEL FORUM : Salute diseguale Agiamo sulla scia di Francesco

Carissimi  amici, vi  invio una  mia  dichiarazione   sul  nostro Convegno  di Assisi, che affronta  un argomento  di grande  delicatezza e  di grande importanza sociale, che  è  bene  sia  conosciuto ampiamente.  E'   bene  anche che sia diffusamente conosciuta  la  nostra  iniziativa.

Vi  invio  altresì in allegato  il programma  avanzato  dell'evento  con la  scheda  di iscrizione.

Vi  prego  di dare  ampia  diffusione  a  questa  nostra  iniziativa , avvalendovi  dei  vostri canali comunicativi. Mi  permetto di segnalare che sarebbe  opportuno porre  il programma e  la  mia  dichiarazione  sul sito web e sulla  fagina  facebook  di ciascuna  associazione  , segnalando che l'evento sarà trasmesso in diretta  facebook   sulla  pagina   "Salute  diseguale. Agiamo sulla scia di Francesco".

Un abbraccio fraterno a  tutti  ed  un GRAZIE al nostro Don Massimo Angelelli, che  con amicizia ed affetto e grande competenza ci è  vicino.

 

Il Presidente del Forum delle Associazioni sociosanitarie.

Aldo Bova

 

 

 

                      COMUNICATO  STAMPA

L’Art. 32 della  Costituzione italiana recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”

Benchè  ci sia  questo  fondamentale articolo nella  nostra  Costituzione,  nel nostro  Paese    la  Salute  non è uguale per tutti. Alla  base di questa  situazione vi sono  le condizioni socioeconomiche e culturali, che  pongono un’ampia  fascia  di popolazione in uno  stato di salute  non buona. 

I  più poveri e più incolti  in Italia  vivono tre anni meno dei più ricchi e più colti. Ponendo in relazione il Sud con il Nord il gap aumenta di un anno.

E’  stato rilevato, sorprendentemente, presso  l’Istituto dei tumori “Pascale” di Napoli  ed in altri Istituti di oncologia , che , fra i pazienti che per neoplasie vengono trattati con chemioterapia, il 30% di coloro che sono incolti e poveri non risponde al trattamento. La percentuale è molto più ridotta fra le persone colte e in buone condizioni economiche.

Questo dato triste ed allarmante, non conosciuto dall'opinione pubblica, deve essere posto all’attenzione viva della politica,delle istituzioni, del sociale, della Chiesa, del volontariato, del laicato cattolico e  dei massmedia.

È indispensabile adoperarsi, affinchè:

. nella popolazione si abbia percezione del diffusissimo fenomeno della Salute Diseguale

•  si studi il fenomeno sotto i vari profili

• si cerchino le strade per uscirne

• ci si attivi per andare verso una condizione di equità nella Salute o, almeno, per far sì che si riduca la Salute Diseguale.

Le  persone  ed i gruppi,  che credono nella  giustizia  sociale, nel rispetto della  vita e della  salute  di TUTTI,  osservando  e  prendendo  coscienza  della   DISUGUAGLIANZA nella  SALUTE  fra  la  nostra  gente   per  una  condizione di minorità  socioeconomica  e culturale, hanno il dovere di  lottare questa    ingiustizia sociale.

 

Il Forum delle Associazioni sociosanitarie ritiene che sia proprio dovere partecipare al progetto di far conoscere e far ridurre la Salute Diseguale e ricercare le strade per andare verso l’equità nella  salute.

 

In questa ottica  il Forum  organizza ad Assisi   presso l’eccezionale  Istituto Serafico   un Convegno sul tema:

"Salute diseguale. Agiamo sulla scia di Francesco" per sabato 16 novembre 2019.

 

Aldo Bova.

Presidente nazionale del Forum delle Associazioni sociosanitarie

 

BARI, 13 NOVEMBRE: QUESTIONI DI FINE VITA E OBIEZIONE DI COSCIENZA

SEGNALIAMO UN'INTERESSANTE INIZIATIVA A BARI SU QUESTIONI DI FINE VITA E OBIEZIONE DI COSCIENZA. SEGNALIAMO TRA I RELATORI IL NOSTRO PRESIDENTE NAZIONALE FILIPPO BOSCIA ED IL PRESIDENTE EUROPEO FEAMC VINCENZO DEFILIPPIS.

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Il Papa ai chirurghi: non assecondate la volontà di morte del malato

Papa Francesco incontra 350 membri della Federazione Italiana degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e ribadisce che eutanasia e suicidio assistito non sono “scelte legate alla libertà del malato”, ma per “scartare” chi soffre o per “falsa compassione” di fronte a chi chiede di poter “anticipare la morte”

“Si può e si deve respingere la tentazione di usare la medicina per assecondare” la volontà di morte di un malato, “fornendo assistenza al suicidio o causandone la morte con l’eutanasia”. Non si tratta infatti scelte legate alla libertà del malato, ma dettate dalla possibilità di “scartare” chi soffre, o dalla “falsa compassione di fronte alla richiesta di essere aiutati ad anticipare la morte”.

Non esiste il diritto di disporre della propria vita

Papa Francesco ribadisce così a 350 chirurghi e odontoiatri italiani, ricevuti in udienza in Sala Clementina, la posizione della Chiesa contraria all’eutanasia e al suicidio assistito, citando anche la Nuova Carta per gli operatori sanitari, pubblicata nel febbraio 2017 dal Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute, quando sottolinea che “non esiste un diritto a disporre arbitrariamente della propria vita, per cui nessun medico può farsi tutore esecutivo di un diritto inesistente”.

Offrire professionalità ma anche rapporto umano

Salutando i rappresentanti della FederazioneNazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, il Papa ricorda il confronto in atto nell’associazione, negli ultimi tre anni, “su come esercitare al meglio” la professione medica in un contesto sociale profondamente cambiato, per “interpretare le necessità delle persone e per offrire loro, insieme con le competenze professionali, anche un buon rapporto umano”.

Medicina al servizio di tutto l'uomo, di ogni uomo

La medicina, per definizione, ribadisce Francesco, “è servizio alla vita umana”, e quindi è irrinunciabile il “riferimento alla persona nella sua integrità spirituale e materiale, nella sua dimensione individuale e sociale”.

La medicina è a servizio dell’uomo, di tutto l’uomo, di ogni uomo. E voi medici siete convinti di questa verità sulla scorta di una lunghissima tradizione, che risale alle stesse intuizioni ippocratiche; ed è proprio da tale convinzione che scaturiscono le vostre giuste preoccupazioni per le insidie a cui è esposta la medicina odierna.

Il malato: persona che ha una malattia, non caso clinico

La malattia, prosegue il Pontefice, “è più di un fatto clinico”, è sempre “la condizione di una persona, il malato”, e i medici devono relazionarsi col paziente “con questa visione integralmente umana”. Devono quindi considerare “la sua singolarità di persona che ha una malattia, e non solo il caso di quale malattia ha quel paziente”.

Si tratta per i medici di possedere, insieme alla dovuta competenza tecnico-professionale, un codice di valori e di significati con cui dare senso alla malattia e al proprio lavoro e fare di ogni singolo caso clinico un incontro umano.

No alla "falsa compassione" per chi chiede di poter morire

Perciò, chiarisce ancora Papa Francesco “di fronte a qualsiasi cambiamento della medicina e della società”, è importante che il medico “non perda di vista la singolarità di ogni malato, con la sua dignità e la sua fragilità. Un uomo o una donna da accompagnare con coscienza, con intelligenza e cuore, specialmente nelle situazioni più gravi”.

Con questo atteggiamento si può e si deve respingere la tentazione – indotta anche da mutamenti legislativi – di usare la medicina per assecondare una possibile volontà di morte del malato, fornendo assistenza al suicidio o causandone direttamente la morte con l’eutanasia. Si tratta di strade sbrigative di fronte a scelte che non sono, come potrebbero sembrare, espressione di libertà della persona, quando includono lo scarto del malato come possibilità, o falsa compassione di fronte alla richiesta di essere aiutati ad anticipare la morte.

Papa Wojtyla: il medico per la sacralità della vita umana

E qui il Papa cita la Nuova Carta per gli Operatori Sanitari del 2017, quando ribadisce, al numero 169, che: “Non esiste un diritto a disporre arbitrariamente della propria vita, per cui nessun medico può farsi tutore esecutivo di un diritto inesistente”. Francesco ricorda in conclusione quanto scritto da san Giovanni Paolo II nell’ “Evangelium vitae”, quando osserva che la responsabilità degli operatori sanitari “è oggi enormemente accresciuta e trova la sua ispirazione più profonda e il suo sostegno più forte proprio nell’intrinseca e imprescindibile dimensione etica della professione sanitaria”, come già riconosceva il giuramento di Ippocrate, “secondo il quale ad ogni medico è chiesto di impegnarsi per il rispetto assoluto della vita umana e della sua sacralità”.